3-way matching ordine-DDT-fattura: cos'è e perché conta

Riconciliazione ordine DDT fattura: confronta cosa hai ordinato, cosa è arrivato e cosa ti fatturano, e scopri subito le differenze.

Ordini un certo numero di pezzi a un certo prezzo. La merce arriva con il DDT. Poi arriva la fattura. Tre documenti che dovrebbero dire la stessa cosa, ma non sempre è così. Se nessuno mette i tre fogli uno accanto all’altro, paghi quello che ti viene fatturato e basta, anche quando non torna.

Cos’è il 3-way matching, in pratica

Si chiama riconciliazione a tre vie, ma il concetto è semplice. Metti a confronto tre cose:

  • l’ordine: cosa hai chiesto, in che quantità, a che prezzo
  • il DDT (o la bolla): cosa ti è arrivato davvero
  • la fattura: cosa ti viene chiesto di pagare

Se i tre numeri coincidono, tutto a posto. Se uno dei tre balla, c’è qualcosa da controllare prima di pagare.

Non serve essere un contabile. Serve solo che qualcuno (o qualcosa) confronti riga per riga, ogni volta, senza saltarne nessuna.

Cosa può non tornare

Le differenze non sono rare. Sono il motivo per cui questo controllo esiste.

ConfrontoCosa può non tornareCosa significa
Ordine vs DDTQuantità diversaHai ricevuto meno (o più) di quanto ordinato
Ordine vs FatturaPrezzo diverso dal pattuitoTi fatturano a un prezzo più alto di quello concordato
DDT vs FatturaMerce fatturata ma non consegnataPaghi qualcosa che non è mai arrivato
Ordine vs FatturaSconto mancanteLo sconto promesso non è stato applicato
DDT vs FatturaRiga in piùIn fattura compare un articolo che non era in bolla

Una sola di queste, ripetuta su decine di fornitori e centinaia di righe al mese, diventa denaro vero che esce senza che nessuno se ne accorga.

Perché conta (e dove si perdono i soldi)

Il punto non è la burocrazia. È che senza questo confronto le differenze le scopri tardi, o non le scopri affatto.

  • Non paghi errori: una fattura più alta del dovuto la blocchi prima del pagamento, non dopo.
  • Non paghi ciò che non è arrivato: se manca merce, la fattura non passa così com’è.
  • Scopri le differenze subito: non a fine anno con l’inventario o quando i conti del magazzino non quadrano.
  • Hai i conti che tornano: ordine, merce e fattura raccontano la stessa storia.

Fare questo controllo a mano, su ogni documento, non lo fa quasi nessuno. È lungo, è noioso, e quando c’è fretta si firma la fattura e si va avanti. Per questo le differenze passano.

Come si automatizza

L’idea è togliere alla persona il lavoro di confronto e lasciarle solo le decisioni.

Il sistema prende i tre documenti man mano che arrivano, ne legge le righe (anche quando l’ordine è un’email, il DDT un PDF e la fattura un altro formato) e li abbina in automatico. Poi confronta quantità, prezzi e articoli.

Quando tutto coincide, non ti disturba: la pratica scorre. Quando qualcosa non torna, mette in evidenza solo quella riga, con la differenza già calcolata: “ordinati 100, arrivati 90, fatturati 100”. La persona apre, guarda l’anomalia segnalata e decide. Non riapre cento fatture giuste per trovare le tre sbagliate.

Lo stesso meccanismo si appoggia a due passaggi che probabilmente già ti interessano: registrare le fatture passive in automatico ed estrarre i dati dai DDT e dalle bolle. Una volta che ordine, bolla e fattura sono dati leggibili, il confronto è il passo naturale che li unisce.

Quando conviene

Conviene quando ricevi tante fatture da fornitori, con prezzi concordati e consegne che possono arrivare parziali o sbagliate. Più documenti gestisci, più è probabile che qualcosa balli e che a mano nessuno se ne accorga.

Non devi cambiare gestionale e non devi fidarti di una macchina che decide al posto tuo. Decidi tu, ma solo sulle anomalie che il sistema ti segnala. Il resto scorre.

Se vuoi capire se nei tuoi acquisti questo controllo ha senso, partiamo dalla mappa gratuita del processo: guardiamo come arrivano i tuoi ordini, DDT e fatture e dove oggi le differenze passano inosservate. Senza impegno.

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