Estrarre i dati dai DDT e dalle bolle automaticamente
I DDT arrivano in magazzino come PDF, scansioni o foto e qualcuno ricopia righe e quantità. Come estrarre i dati dai DDT in automatico e controllarli.
I documenti di trasporto arrivano in mille forme: un PDF in allegato, una bolla cartacea che il magazziniere fotografa col telefono, una scansione storta presa al volo. E ogni volta qualcuno apre il file, legge le righe e ricopia codici e quantità nel gestionale per il carico merce. Questo lavoro manuale è lento, ripetitivo e, soprattutto, è il punto dove nascono gli errori che scopri solo a fine mese.
Cosa succede oggi, nella pratica
La merce arriva. Insieme arriva il DDT. Qualcuno deve:
- leggere ogni riga del documento (codice articolo, descrizione, quantità);
- ricopiarla a mano nel gestionale per registrare il carico;
- abbinare il DDT al relativo ordine di acquisto;
- controllare che ciò che è arrivato corrisponda a ciò che era stato ordinato.
Quando i DDT sono pochi va bene. Quando sono decine al giorno, il controllo salta. Si carica “a fiducia”, e le differenze (un collo mancante, una quantità sbagliata, un articolo di troppo) restano invisibili finché non arriva la fattura del fornitore o, peggio, la contestazione del cliente.
Come si automatizza, passo per passo
Il flusso è semplice e segue gli stessi principi con cui si automatizza l’inserimento degli ordini nel gestionale.
- Acquisisce il documento da dove arriva: allegato email, cartella condivisa, foto scattata in magazzino o scansione. Non serve un formato preciso.
- Estrae le righe: codice, descrizione, quantità, unità di misura, numero e data del DDT. Funziona anche su documenti cartacei fotografati o scansionati.
- Abbina il DDT all’ordine di acquisto giusto, confrontando fornitore, riferimenti e articoli.
- Controlla quantità arrivata contro quantità ordinata e segnala le differenze: mancanze, eccedenze, articoli non previsti.
- Aggiorna il gestionale (o mette tutto in una coda di verifica) con il carico già pronto.
Il pezzo che cambia davvero le cose è il punto 4. Non è solo trascrizione: è un controllo. È lo stesso ragionamento del 3-way matching tra ordine, DDT e fattura, applicato dove conta, cioè al momento dell’arrivo della merce.
Perché il controllo arrivato vs ordinato vale più della velocità
Risparmiare i minuti di ribattitura è bello. Ma il valore vero è un altro: scoprire subito che è arrivato meno del dovuto.
Se il sistema segnala “ordinati 100, arrivati 80” mentre la merce è ancora sul bancone, hai tempo di reclamare al fornitore con il documento in mano. Se invece te ne accorgi a fine mese, quando confronti le fatture, la discussione è già più difficile e nel frattempo magari hai venduto qualcosa che non avevi. Lo stesso vale a valle: un carico corretto significa giacenze corrette, e giacenze corrette significano meno errori nell’evasione ordini verso i tuoi clienti, quindi meno resi e meno contestazioni.
In pratica lo stesso principio con cui conviene caricare gli ordini PDF nel gestionale in modo controllato: l’automazione non lavora al buio, prepara e segnala, e la persona decide.
”E se il DDT è scritto male o ambiguo?”
Capita spesso. Una descrizione che non torna, un codice che il fornitore scrive a modo suo, una foto sfuocata. In questi casi il sistema non inventa: mette la riga nella coda di verifica e te la segnala. Tu controlli solo le eccezioni, non i cento documenti che sono filati lisci.
Così il lavoro umano si concentra dove serve il giudizio, non dove serve solo pazienza.
Devo cambiare gestionale o magazzino? No
L’automazione lavora sopra gli strumenti che già usi. Che tu carichi la merce in TeamSystem, Zucchetti, Danea, Arca o Fatture in Cloud, i dati estratti arrivano nel formato che il tuo sistema si aspetta. Non si tocca il gestionale, non si cambiano abitudini al magazzino: si toglie solo la ribattitura e si aggiunge un controllo che prima non c’era.
Quando conviene partire
Conviene quando ricevi tanti DDT in formati diversi, quando il controllo arrivato vs ordinato oggi si fa “quando c’è tempo” (cioè raramente), e quando le sorprese sulle quantità ti costano in resi o contestazioni.
Se ti riconosci, il primo passo è capire dove esattamente si perde tempo e dove nascono gli errori nel tuo flusso. Lo facciamo insieme con la mappa gratuita del processo: guardiamo come arrivano i tuoi DDT e cosa servirebbe per automatizzarli. Senza impegno.