Ricambi e ferramenta: ordini con codici prodotto complessi

Codici OEM, equivalenze tra marche, descrizioni libere: nei ricambi e nella ferramenta l'automazione ordini si gioca sul matching con la tua anagrafica.

Nei ricambi auto, nei ricambi industriali e nella ferramenta l’ordine non è il problema. Il problema sono i codici. Codici OEM e aftermarket, equivalenze tra marche, descrizioni libere del cliente, migliaia di referenze che si assomigliano. Chi digita a mano è lento e ogni tanto sbaglia articolo. E un articolo sbagliato qui costa: reso, cliente fermo, fattura da rifare.

Perché i vostri ordini sono un caso difficile

In questi settori l’ordine arriva in mille forme diverse:

  • Codici OEM del costruttore accanto a codici aftermarket di marca terza.
  • Equivalenze: lo stesso pezzo con sigle diverse a seconda del fornitore.
  • Descrizioni libere: “la guarnizione di prima”, “il filtro come l’ultima volta”.
  • Codici cliente che non c’entrano nulla con i vostri.
  • Referenze che cambiano di una sola cifra e sono pezzi completamente diversi.

Estrarre le righe da un PDF o da una mail è la parte facile. Il punto vero è un altro: capire quale articolo del vostro magazzino corrisponde a quella riga.

Il matching con la vostra anagrafica è dove si gioca tutto

Un sistema serio non si limita a leggere l’ordine. Prende ogni riga e la confronta con la vostra anagrafica articoli: codice cliente, codice OEM, descrizione, equivalenze note. L’obiettivo è arrivare al vostro codice, quello che il gestionale capisce.

Funziona così:

  1. Legge la riga dell’ordine (codice, descrizione, quantità).
  2. Cerca corrispondenze nella vostra anagrafica e nelle tabelle di equivalenza.
  3. Quando l’abbinamento è certo, prepara la riga pronta da inserire.
  4. Quando è ambiguo o non trova nulla, non indovina: mette la riga in coda di verifica.

Questa è la differenza tra un giocattolo e uno strumento da officina. Indovinare un ricambio è peggio che non rispondere.

Un esempio concreto

Un grossista di ricambi riceve 60 ordini al giorno, in media 12 righe ciascuno: circa 720 righe. A mano, con la ricerca dei codici e i controlli, sono diversi minuti per ordine e qualche articolo sbagliato a settimana.

Con il matching automatico, su quelle 720 righe il sistema abbina da solo le 600 con codice o equivalenza chiara. Restano 120 righe incerte (descrizioni vaghe, sigle nuove, ambiguità) che finiscono in coda. Una persona le rivede in blocco, sempre le stesse tipologie, e conferma. Il grosso del lavoro sparisce, gli errori sulle righe certe pure.

Questa logica è la stessa di quando parliamo di automatizzare l’inserimento degli ordini: la macchina fa il 90% ripetitivo, la persona presidia il resto.

Le eccezioni restano, ed è giusto così

C’è sempre il 20% difficile degli ordini: la sigla mai vista, il cliente che ordina a memoria, l’equivalenza che solo voi conoscete. Il sistema non deve risolverle a tutti i costi. Deve riconoscerle e passarle a chi sa decidere.

Ogni volta che confermate un caso incerto, l’anagrafica delle equivalenze cresce. La coda di verifica si assottiglia da sola, settimana dopo settimana.

Devo cambiare gestionale? No

Tutto questo si appoggia al gestionale che già usate: TeamSystem, Zucchetti, Danea, Arca, Fatture in Cloud. Le righe abbinate entrano con i vostri codici, nei vostri campi. Non si tocca il magazzino, non si migra niente. Si toglie solo la digitazione e la caccia ai codici.

Quando conviene partire

Conviene se ricevete molti ordini con tante righe, se il matching dei codici vi porta via tempo ogni giorno e se ogni tanto parte l’articolo sbagliato. Il primo passo è capire dove si inceppano i vostri ordini: quali codici, quali equivalenze, quante eccezioni reali.

Lo facciamo insieme nella mappa gratuita del processo: guardiamo i vostri ordini veri, contiamo le righe e vediamo quanto è automatizzabile. Senza impegno.

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